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Come si fa un computo metrico da un modello BIM

La digitalizzazione del processo di progettazione sta modificando le logiche di generazione dei progetti; se inizialmente il tema si è concentrato sulla modellazione tridimensionale per la produzione degli elaborati grafici, successivamente la definizione dei principi dell’Information Modelling e la comprensione dell’integrazione delle diverse componenti progettuali sta portando ad una convergenza digitale.

Prima dell’avvento di queste metodologie, supportate dalla tecnologia, gli elaborati grafici venivano prodotti come risultato finale dell’iter progettuale mediante rappresentazione a “linee” senza contenuto informativo; le logiche di modellazione BIM permettono invece una modellazione ad oggetti parametrici, intelligenti e dotati di contenuto, di conseguenza l’attenzione si sta spostando su come ricavare informazioni da questo informazioni utili ad efficientare le fasi successive, tra cui la computazione.

Definito il progetto la complicazioni legate alla computazione riguardano la valutazione delle quantità  e l’associazione alle corrette voci di elenco prezzi; per quest’ultime chiaramente ci si può riferire a libreria provinciali, regionali, eccetera, ma risulta fondamentale la competenza del tecnico per identificare la voce corretta con le relative specifiche e costo associato.  

Per quanto riguarda invece le quantità è evidente che il problema principale della progettazione tradizionale riguarda la coerenza del dato numerico con quanto rappresentato; nella valutazione delle quantità i progettisti applicando sempre dei correttivi ai valori calcolati per tenere in considerazione sfridi, errori e quant’altro. Questo sistema costituisce un sistema di garanzia basato sull’amplificazione delle quantità che però spesso sono già calcolate in maniera approssimata; così facendo si somma incertezza ad incertezza e si determinano sovente quantità molto superiori al reale secondo un assunto che potrebbe essere sintetizzato così: “Meglio stimare 1000 e spendere nella realtà 900 che viceversa”.

L’estrazione delle quantità dai modelli non eliminerebbe ovviamente i margini di sicurezza applicati come correttivi dai tecnici ma permetterebbe loro di applicarlo su quantità “certe e coerenti con il progettato/modellato”, e questo costituirebbe già un grosso passo in avanti.