<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=262223901631886&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Computo metrico modello BIM: strutture dati

I computer ed i programmi non pensano ma eseguono con rigorosa attenzione! Questa premessa è fondamentale quando si ragiona sulle modalità di estrazione dei dati dai modelli, infatti pensare che sia sufficiente premere un pulsante per ottenere dei risultati affidabili è un miraggio. Tutti i programmi di modellazione richiedono l’impostazione delle logiche di modellazione che poi si riflettono direttamente sulle modalità di determinazione delle quantità e quindi sui computi metrici. Senza voler entrare nel dettaglio dei singoli programmi è evidente che questi computano direttamente quanto è modellato e ciò che non è modellato attraverso parametri.

La stima del numero di architravi da posizionare sopra una finestra è possibile quindi solo se queste sono state modellate come oggetti oppure se sono state inserite come informazione dentro gli oggetti finestra (per esempio). Ancora una volta è la competenza del tecnico che rende il computo affidabile definendo come gli oggetti devono essere inseriti nel modello. Analogamente per quanto riguarda la computazione delle tramezze, queste vengono usualmente calcolate a m2 o m3 valutando anche la necessità di depurare le aperture in funzione della loro dimensione e di quanto definito nelle regole di computazione specifiche della voce di elenco prezzi selezionata. 

I modelli invece di base forniscono le quantità al netto delle aperture se non intervengono impostazioni ad hoc; risulta quindi chiaro che la predisposizione di un modello con BIM Use legato alla computazione richieda l’implementazione di regole di modellazione governate dal tecnico che si occuperà del computo. In assenza di queste logiche si rischia di ottenere delle quantità coerenti con il modello ma non coerenti con le logiche di computazione. Ipotizzando di avere circa 300m2 di tramezze con 15 porte il software restituirebbe un valore di 272m2 circa mentre nella realtà queste aperture andrebbero trascurate computando integralmente i 300m2 per compensare la lavorazione per la formazione dell’apertura. Anche applicando un correttivo del 10% alla quantità reale ci troviamo ad un valore inferiore al valore base di riferimento. Questo esempio per quanto elementare ci porta a comprendere come sia fondamentale un lavoro di impostazione del modello.


Nella definizione delle logiche di modellazione finalizzate al computo vengono definite anche tutti gli elementi da computare che però non verranno direttamente modellate ma saranno ricavate da altre informazioni contenute nel modello. Queste scelte vengono usualmente fatte per non appesantire il modello di informazioni graficamente non significative senza perdere però in termini di contenuto informativo.

Un primo esempio è stato fatto con l’architrave che può essere gestito come parametro del serramento, ma analogamente si può fare con l’armatura o le casserature nelle strutture in cemento armato, le tinteggiature delle pareti, eccetera. Nel caso delle armature e casserature si possono associare agli elementi strutturali come incidenza in kg/m3 e m2/m3, mentre nel caso delle tinteggiature ci si può riferire ai perimetri dei locali ed alla loro altezza.

In sintesi una modellazione corretta per l’estrazione delle quantità per le computazioni dovrebbe prevedere per ogni oggetto modellato le logiche di modellazione e computazione, l’elenco dei parametri da associare relativamente a componenti edilizi non modellati ma da computare ed un codice alfanumerico che rimanda alla voce di elenco prezzo di riferimento.

Quest’ultima impostazione permette di operare a basso livello estraendo una tabella nel quale per ogni oggetto vi sia la quantità ed il codice della voce di prezzo così poi da poter gestire manualmente il passaggio da computo metrico a computo metrico estimativo. Ad un livello successivo, grazie all’implementazione di software di contabilizzazione BIM, questo campo potrebbe permettere un collegamento automatico del modello all’elenco voci unitarie così da associare ai componenti le voci di riferimento e rendere più speditiva la computazione. In quest’ultima soluzione le regole di modellazione saranno fornite dal progettista ma non sole rispetto a sue convenzioni e tecniche ma dovranno anche rispettare le logiche di collegamento bi-direzionale in termini di nomenclatura e tipo dei campi parametri.

In conclusione la computazione a partire da un modello BIM è un obiettivo futuro e futuribile ma che richiede uno sforzo di convergenza di intenti tra le diverse figure tecniche, coadiuvate da strumenti digitali, così da produrre una modellazione indirizzata; questo è tanto più complesso tanto più le realtà crescono di dimensione in quanto i diversi aspetti sono trattati da professionisti diversi con obiettivi spesso contrastanti.